Lo storytelling: l’arte del narrare

Storytelling: l'arte del narrare
Storytelling: l'arte del narrare attraverso storie e racconti

Conoscete lo storytelling e l’arte del narrare? Sapete come creare una storia efficace? Potremmo definire lo storytelling come la capacità di comunicare attraverso storie e racconti o anche arte del narrare e raccontare storie. In breve, lo storytelling è l’arte di comunicare narrando storie.

Più nel dettaglio, lo storytelling è una tecnica di comunicazione che permette di trasmettere concetti ed esperienze in modo diretto e facile da comprendere grazie all’uso di storie e racconti. Le storie narrate sono spesso ricche di significato e in grado di emozionare. In questo modo rimangono impresse nella memoria di chi ascolta.

Lo storytelling e l’arte del narrare nell’antichità: menestrelli e cantastorie

Sin dall’antichità l’uomo ha sentito il bisogno di usare racconti e miti per comunicare, educare e condividere valori ed esperienze significative. La nostra mente è quindi abituata ad apprendere attraverso storie e narrazioni. Costruire e raccontare storie è infatti uno dei modi più efficaci per strutturare il nostro pensiero.

Lo storytelling quindi non è altro che la traduzione inglese in chiave moderna di una delle più antiche pratiche dell’essere umano: la narrazione di storie. Nel mondo antico menestrelli e cantastorie viaggiavano di paese in paese per raccontare storie, gesta di eroi e miti senza tempo. La loro funzione non era solo quella di intrattenere chi li ascoltava, ma anche di trasmettere e preservare culture e valori. Queste figure erano essenziali per proteggere memoria e tradizioni di popoli e comunità dall’oblio del tempo prima della diffusione della stampa.

Storytelling: l’arte del narrare e il pensiero narrativo

Lo storytelling e l’arte del narrare si associano a una particolare forma di pensiero. Per poter raccontare una storia in modo efficace dobbiamo infatti prima elaborarla e assimilarla nella molteplicità dei significati che racchiude.

Per questo lo storytelling e l’arte del narrare vanno di pari passo con la capacità di sviluppare un pensiero di tipo narrativo. Il pensiero narrativo scaturisce dalla volontà e dall’abilità di mettere ordine e dare un senso alle nostre esperienze quotidiane.

Il pensiero narrativo è quindi la base dello storytelling e crea una profonda connessione tra:

  • il bisogno di riflettere ed elaborare le nostre esperienze per dare un senso a quello che ci accade. Il ricordo di una storia parte sempre dalla nostra memoria e da una narrazione psicologica di eventi ed esperienze.
  • il bisogno di condividere esperienze, valori e paure per la costruzione di un sapere e una sensibilità comune a più persone.

Per questo motivo, il pensiero narrativo è un pensiero di natura sociale e relazionale. Infatti, pur partendo da un’elaborazione individuale, si concretizza nella condivisione e nello scambio di contenuti.

Pensiero narrativo e pensiero logico-scientifico: differenze e punti di contatto

Il pedagogista Bruner, attraverso lo studio dello sviluppo della mente del bambino e dell’adolescente, ha identificato due diversi modi di pensare: il pensiero narrativo e il pensiero logico-scientifico. Questi modi di riflettere sulle proprie esperienze e sulla realtà circostante si sviluppano nella fanciullezza e si consolidano durante il resto della vita.

Pensiero narrativo e pensiero logico-scientifico: la visione della realtà

Il pensiero narrativo interpreta vicende individuali e collettive mettendole in relazione tra loro. Questo collegamento viene sviluppato con racconti incentrati sulla volontà (il voler fare qualcosa) e sulla soggettività (la specifica visione della realtà).

Inoltre, il pensiero narrativo crea legami tra l’ordinario e lo straordinario. Nelle storie più appassionanti c’è infatti quasi sempre un personaggio che fa un salto nel vuoto intraprendendo esperienze nuove e sconosciute. Alla fine del racconto, lo stesso personaggio torna alla realtà quotidiana arricchito da nuove consapevolezze e risorse.

Il pensiero narrativo parte quindi da esperienze e situazioni concrete. Al contrario, il pensiero logico-scientifico si sviluppa a partire da concetti generali e astratti.

Da un lato il pensiero narrativo scaturisce da una situazione specifica per arrivare allo sviluppo di concetti e valori condivisibili da più persone. Dall’altro il pensiero logico-scientifico parte da premesse di carattere generale e le applica alla realtà concreta.

Pensiero narrativo e pensiero logico-scientifico: verosomiglianza e verità oggettiva

Inoltre, a differenza del pensiero logico-scientifico, il pensiero narrativo non ha lo scopo di dimostrare ciò che è vero e perché. Lo scopo del pensiero narrativo è rappresentare ciò che è possibile e fattibile all’interno di un specifica situazione.

A differenza del pensiero scientifico, la creazione narrativa della realtà non è quindi subordinata alla necessità di una dimostrazione formale dei contenuti. Il pensiero narrativo non risponde infatti al criterio della verità oggettiva, ma a quello della verosomiglianza e abbraccia due diversi livelli di elaborazione della realtà:

  • l’azione, ovvero il fare delle cose.
  • la coscienza, ovvero l’osservazione delle cose che si fanno e la riflessione sul senso delle stesse.

Pensiero narrativo e immaginazione

Storytelling: l'arte del narrare
Il pensiero alla base dello storytelling è un pensiero di tipo visivo e immaginativo.

«L’immaginazione è tutto. È l’anteprima delle attrazioni che il futuro ci riserva. L’immaginazione è più importante della conoscenza». Albert Einstein

Un’altra particolarità del pensiero narrativo è che, a differenza del pensiero logico-scientifico, si sviluppa per immagini e non segue una logica lineare e prevedibile. Il pensiero narrativo funziona infatti per analogie e somiglianze. È quindi un pensiero visivo e immaginativo in cui le immagini si amalgamano e si organizzano in sequenze come in un film o in un sogno.

La mente profonda e l’inconscio funzionano infatti principalmente per immagini. Per capire meglio questa affermazione possiamo ricorrere a un semplice esercizio. Se dico “non pensate a un elefante rosa”, probabilmente la vostra mente visualizzerà proprio quello a cui vi ho detto di non pensare…

Nonostante l’indicazione diretta e prescrittiva di non fare e non pensare a una certa cosa, la nostra mente profonda non riuscirà a evitare di farla. L’inconscio lavora infatti per immagini e visualizzazioni e non percepisce l’astrazione della negazione non.

Immaginazione ed emozioni

Il passo successivo del processo è il potente collegamento che si crea tra una particolare visualizzazione immaginativa e le sensazioni ed emozioni che ne derivano. Mi spiego meglio con un esempio. Se pensiamo a qualcuno che graffia una lavagna, potremmo avvertire un brivido e una sensazione di fastidio anche in assenza dello stimolo reale.

Questo è il motivo per cui sensazioni ed emozioni evocate dalle visualizzazioni di un racconto hanno il potere di imprimersi nella nostra memoria. In questo modo rafforzano in noi il ricordo delle esperienze narrate come se le avessimo vissute in prima persona.

Come nel sogno o durante la visione di un film, la mente e l’inconscio trattengono le sequenze di immagini che ci trasmettono le emozioni più forti. Tali emozioni scatenano reazioni anche a livello fisico. In queste situazioni possiamo quindi provare felicità, paura, repulsione oppure iniziare a sudare o a piangere, anche se quello che stiamo visualizzando non è reale. Se la mente riceve uno stimolo forte, risponde infatti innescando una serie di reazioni fisiologiche concrete nel nostro organismo.

Questo accade perché inconscio e mente profonda non distinguono tra una situazione realmente vissuta e una situazione che immaginiamo o in cui ci immedesimiamo intensamente.

Discorso narrativo: le fondamenta dello storytelling

Il pensiero narrativo si sviluppa dai 3 anni di età e si esprime nella capacità di formulare un discorso narrativo e quindi nella capacità di raccontare storie.

Partiamo con il dire quello che il discorso narrativo non è. Il discorso narrativo non è un’astratta argomentazione, una dimostrazione teorica né una comunicazione di tipo prescrittivo. Non usa la ragione e l’astrazione dei ragionamenti logici e razionali, perché si muove nel campo dell’esperienza concreta e delle immagini.

Facciamo un esempio. Possiamo cercare di persuadere nostro figlio a studiare ricorrendo ad argomentazioni logiche e razionali. Possiamo quindi spiegargli, mostrandogli dati e statistiche, che lo studio è importante per la realizzazione personale e per ottenere migliori opportunità di lavoro.

In alternativa, possiamo raccontargli la storia di un giovane di umili origini che dopo anni di duro lavoro è diventato un professionista di successo. Possiamo raccontargli gli ostacoli che ha incontrato e come li ha superati. Attraverso il racconto, possiamo quindi mostrargli come l’impegno e un’incrollabile forza di volontà abbiano permesso a quel giovane di realizzare i suoi sogni.

Rispetto alla semplice argomentazione logica, il discorso narrativo parla in modo diretto alla coscienza e alla mente profonda. Lo storytelling permette quindi di arrivare alla “pancia” e alle emozioni di chi ascolta in modo molto più immediato di qualsiasi pensiero razionale.

Storytelling: gli elementi dell’arte della narrazione

Lo storytelling nasce quindi da una specifica forma di pensiero, si sviluppa con l’immaginazione e si concretizza nel discorso narrativo. Il risultato finale di questo processo può tradursi in diverse forme narrative: testuali, orali, figurate o multimediali.

Inoltre, il discorso narrativo si caratterizza in base al contenuto, al contesto, al canale di comunicazione e allo stile individuale. Per esempio, una persona può raccontare una storia con dovizia di particolari, mentre un’altra può farlo in modo sintentico ed incisivo.

In aggiunta a ciò, in alcuni racconti possono coesistere elementi narrativi, argomentativi e logico-descrittivi. E così in un racconto poliziesco possono convivere:

  • la parte descrittiva della scena del crimine
  • la parte di deduzione logica nella fase investigativa
  • la narrazione psicologica del vissuto dei personaggi
  • la descrizione medico-scientifica dell’autopsia della vittima

Lo storytelling e l’arte del narrare si basano quindi su un processo complesso, costituito da numerosi elementi e articolato in più fasi.

Tuttavia, pur essendo associati a elementi e fasi ricorrenti, i diversi aspetti del processo di storytelling possono adattarsi e fondersi in un numero infinito di combinazioni. Tante quante sono le molteplici forme della creatività umana.

Ci sono storie e racconti che sono rimasti impressi nella vostra memoria? Quali caratteristiche avevano?

Francesca Sorrentino

Sono affascinata dalla comunicazione a 360° e dal suo impatto sulla nostra comprensione della realtà e sulla nostra capacità di trasformarla. Copywriter, digital creator, web editor e blogger: mi occupo di copywriting e content editing per diversi canali di comunicazione, con particolare attenzione al web e alle attività di ottimizzazione in ottica SEO. Web e content marketing sono infatti il fulcro del mio lavoro. Ma scrittura creativa e comunicazione online sono anche le mie grandi passioni, insieme al counseling e alla psicologia della comunicazione. Le competenze grafiche e la conoscenza approfondita di WordPress mi permettono inoltre di gestire progetti di comunicazione online e offline complessi, integrando comunicazione testuale e visiva.

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