La manipolazione linguistica: tecniche e strategie – I parte

La manipolazione linguistica: tecniche e strategie - I parte

Sai riconoscere la manipolazione linguistica, ovvero le tecniche e le strategie per influenzare le decisioni e i comportamenti altrui attraverso le parole?

Le parole giuste al momento giusto possono cambiare il corso della vita di una o molte persone. Le parole giuste al momento giusto possono aprire nuovi orizzonti e tracciare nuove rotte. Con un uso sapiente delle parole si può fare breccia nel cuore e nella mente delle persone, motivandole a dare il meglio di sé.

Allo stesso modo, le parole e il linguaggio possono confondere e limitare la nostra visione della realtà. La parole sbagliate possono danneggiare e ferire, creare contrasti o addirittura scatenare guerre…

In tutti questi casi, le parole influenzano così tanto le nostre emozioni da spingerci a modificare i nostri comportamenti, nel bene o nel male. Per influenzare qualcuno dobbiamo infatti indurre in quella persona un certo stato d’animo, facendo leva sulle sue credenze e convinzioni.

Questo meccanismo si può osservare sia nelle relazioni personali che a livello collettivo, dove i giochi di prestigio linguistici di politici, giornalisti e pubblicitari possono influenzare milioni di persone.

Manipolazione e linguaggio

Il linguaggio è uno dei principali strumenti di interazione tra gli esseri umani e quindi, potenzialmente, anche di manipolazione. Grazie a un abile uso del linguaggio è quindi possibile influenzare le decisioni di chi ci circonda. Questo avviene nel campo della pubblicità, dell’informazione e della politica così come nelle nostre relazioni quotidiane in famiglia, nel lavoro e con gli amici.

Gli stratagemmi su cui si basa la manipolazione linguistica, che si avvale di diverse tecniche e strategie, generano forme di condizionamento sottili ma molto efficaci. Nonostante ciò, nella vita di ogni giorno siamo spesso convinti di decidere in totale autonomia e di riuscire a riconoscere condizionamenti e tentativi di manipolazione… Ma è davvero così?

In questo e in altri articoli che seguiranno desidero parlarvi di alcune delle tecniche e strategie di manipolazione linguistica più usate.

Dopo aver letto questo articolo, potrete allenare la vostra sensibilità nel percepire questo tipo di condizionamenti e provare a “scovarli” nelle vostre interazioni quotidiane. Vi invito quindi a condividere le vostre testimonianze sulla mia pagina LinkedIn e/o sulla mia pagina Facebook o nella sezione commenti in fondo all’articolo.

Grazie alla condivisione delle nostre esperienze, possiamo mettere a fuoco nuove consapevolezze e consolidare competenze e abilità. Allo stesso tempo, condividendo la nostra esperienza diretta possiamo innescare un circolo virtuoso e aiutare altre persone a riconoscere situazioni che limitano la loro capacità di scelta.

Ma iniziamo ora a “smascherare” alcune delle tecniche e strategie di manipolazione linguistica più usate:

1. Spostamento dell’attenzione e inversione dei fattori

Per spiegarvi questa tecnica userò una piccola storia. Credo infatti che la forza e la semplicità di un racconto aiuti a comprendere e assimilare nuove consapevolezze più di qualsiasi spiegazione teorica:

Un novizio chiede al priore del convento: «Padre, posso fumare mentre prego?». Il priore stizzito lo rimprovera per la sua irriverenza e gli dice di no.

Dopo aver osservato la scena, un altro novizio si avvicina al priore e gli chiede: «Padre, posso continuare a pregare anche mentre fumo?». Il priore loda il novizio per la sua devozione e gli dà il permesso di fumare…

Qual è la differenza nella formulazione delle due richieste? E perché il risultato finale è così diverso? Proviamo ad analizzare le due frasi:

Il primo novizio ha portato l’attenzione del priore sull’attività di fumare come attività “interruttiva” e quindi come elemento di disturbo rispetto al suo compito principale, ovvero la preghiera.

Il secondo novizio, invece, ha invertito i fattori e ha spostato l’attenzione del priore sulla preghiera, enfatizzando l’impegno con cui si dedica a questa attività tanto da avere il desiderio di continuare a svolgerla anche mentre fuma…

Chapeau.

2. Focalizzazione positiva

Concettualmente legato al punto 1, con questa semplice tecnica si induce l’interlocutore a focalizzare la sua attenzione solo sugli aspetti positivi legati a una certa situazione o decisione.

Per promuovere un investimento possiamo dire a un cliente: «Questo è un investimento dinamico e ha il 70% di possibilità di far aumentare i tuoi guadagni».

Oppure possiamo proporgli lo stesso investimento dicendogli: «Questo è un investimento a rischio medio-alto, può farti guadagnare sul lungo termine ma il capitale non è garantito».

L’investimento è lo stesso, ma la descrizione usata nella prima frase evoca in noi emozioni e visualizzazioni completamente diverse rispetto alla seconda.

3. Frasi ambigue o parziali

Come abbiamo visto nell’articolo “Manipolazione: come riconoscerla e come difendersi”, l’ambiguità è il cavallo di battaglia di qualsiasi manipolatore.

Nel campo della pubblicità, è frequente l’uso di frasi che contengono informazioni corrette ma parziali che generano confusione e ambiguità. Queste frasi non consentono di avere una visione completa delle caratteristiche reali del prodotto o servizio offerto.

Per esempio, dire che una crema per il viso è “Clinicamente testata” ci induce a pensare che test di laboratorio abbiano dimostrato che tale cosmetico non ha effetti nocivi, anche se non vengono descritti i risultati dei test né le procedure seguite. Siamo quindi più portati a comprare quel prodotto perché ci trasmette maggiore affidabilità.

4. Ripetizione

La ripetizione di alcune parole o concetti porta la persona ad ascoltare quello che viene detto in modo sempre più disattento e distratto. La ripetizione suscita infatti una percezione di familiarità rispetto al contenuto della comunicazione che induce ad abbassare le difese mentali e la capacità di analisi critica.

Inoltre, la sensazione di noia, che deriva dall’idea di conoscere già quello che verrà detto, riduce la nostra soglia di attenzione e la nostra capacità di concentrazione. Questa tecnica è molto usata nel campo delle televendite, ma anche nel mondo dell’informazione e del giornalismo.

5. Sequenze funzionali

La tecnica delle sequenze funzionali consiste nel posizionare in sequenza strategica alcune frasi non strettamente correlate tra loro. Questo permette di suscitare negli altri determinate associazioni mentali, senza esporsi con affermazioni difficili da dimostrare.

Le frasi appariranno quindi collegate tra loro anche se questo collegamento non viene esplicitato in modo diretto. Pertanto il manipolatore potrà sempre nascondersi dietro ad affermazioni quali «Non ho detto questo. Hai frainteso le mie parole…», senza poter essere contraddetto. Anche questa tecnica è molto usata in campo pubblicitario e giornalistico.

Ma vediamo un esempio:

«Sbarazzati subito della cellulite. Compra il prodotto X!»

Di fronte a questa tipologia di frasi si è portati a pensare che usando il prodotto X elimineremo la cellulite. L’ordine con cui vengono riportate due frasi autonome induce infatti la nostra mente a collegarle in un rapporto di causa-effetto, sebbene tale rapporto non venga mai dichiarato…

La sequenza di due o più frasi è quindi funzionale a indurre in noi una specifica interpretazione di quanto viene detto.

Conclusioni

Quelle presentate in questo articolo sono solo una parte delle tecniche e strategie di manipolazione linguistica più utilizzate. Spero tuttavia che questo articolo vi abbia dato qualche spunto per “alzare le antenne” e aumentare il livello di attenzione sui trabocchetti della manipolazione linguistica.

Una maggiore consapevolezza e capacità di analisi critica ci dà un maggior controllo sui nostri comportamenti e sulle scelte che facciamo ogni giorno. Tutto questo si traduce in una vita più consapevole e autentica.

Qual è la vostra opinione sulla manipolazione linguistica e sulle tecniche e strategie descritte in questo articolo? Se vi è piaciuto, condividete le vostre idee ed esperienze sulla mia pagina Facebook e LinkedIn oppure nei commenti in fondo all’articolo!

Francesca Sorrentino

Sono affascinata dalla comunicazione a 360° e dal suo impatto sulla nostra comprensione della realtà e sulla nostra capacità di trasformarla. Content writer, digital creator, web editor e blogger: mi occupo di copywriting e content editing per diversi canali di comunicazione, con particolare attenzione al web e alle attività di ottimizzazione in ottica SEO. Web e content marketing sono infatti il fulcro del mio lavoro. Ma scrittura creativa e comunicazione online sono anche le mie grandi passioni, insieme al counseling e alla psicologia della comunicazione. Le competenze grafiche e la conoscenza approfondita di WordPress mi permettono inoltre di gestire progetti di comunicazione online e offline complessi, integrando comunicazione testuale e visiva.

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